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martedì 10 luglio 2007

Libri: La Decrescita Felice. Maurizio Pallante

Dall'introduzione del volume:
Agli studenti di economia insegnano, come riaffiora dai ricordi giovanili di un economista di grandissimo successo, che i conti tornano solo se sono preceduti dal segno piú. E prova a farglielo entrare in testa che la produzione non può crescere all'infinito perché le risorse del pianeta non lo sono e non è infinita la sua capacità di metabolizzare le sostanze di scarto emesse dai processi produttivi, dai prodotti nel corso della loro vita e dai rifiuti in cui prima o poi si trasformano. Sempre piú in fretta se si vuole che la produzione cresca. Un'economia che non cresce è considerata come un pesce che non nuota. Una contraddizione in termini. Un incubo di cui si può parlare solo per perifrasi. Invece, se cresce e quanto piú cresce...

Ma che cos'è questa crescita? È la crescita dei beni e dei servizi di cui gli esseri umani hanno bisogno per vivere sempre meglio? Se vai da qui a là in automobile e non trovi traffico lungo la strada consumi una certa quantità di carburante. Se t'imbottigli in una coda chilometrica, ne consumi di piú. Quindi fai crescere di piú il prodotto interno lordo. Quindi stai meglio. E allora perché t'arrabbi? Pensa che fai star meglio anche me, che nemmeno mi conosci, e gli altri 57 milioni e passa d'italiani. Pensando alla tua generosità mi commuovo mentre soffro come un matto e, lo ammetto con vergogna perché sono proprio un ingrato, sto facendo soffrire anche te che non conosco e gli altri 57 milioni e passa d'italiani, lungo un sentiero di montagna dove non faccio crescere il prodotto interno lordo perché non consumo nulla se non un po' della suola dei miei scarponcini. Ma li ho comprati 10 anni fa e sono ancora belli. Certo in questi dieci anni hanno fatto dei modelli nuovi, hanno cambiato i colori, hanno spostato gli inserti in finta pelle prima un po' piú in su, poi un po' piú in giú, poi un po' piú di qua, poi li hanno fatti piú stretti, poi piú larghi, ma quest'anno, li ho visti ieri in vetrina, sono di nuovo uguali agli inserti dei miei scarponcini. E li hanno rimessi nello stesso posto. Anche il colore è lo stesso. Sembra che li abbia appena comprati.

Per saperne di più visita il sito www.decrescitafelice.it

Note:
Maurizio Pallante da anni svolge una intensa attività di ricerca e divulgazione scientifica sui rapporti tra ecologia, tecnologia e economia, con particolare riferimento alle tecnologie ambientali. Su queste tematiche ha pubblicato diversi libri: Le tecnologie di armonia (1994); Scienza e ambiente. Un dialogo (con Tullio Regge,1996); L'uso razionale dell'energia (con Mario Palazzetti, 1997); Ricchezza ecologica, (2003). Con Editori Riuniti ha pubblicato Un futuro senza luce? (2004).
Ha collaborato con alcuni giornali e periodici, tra cui Carta, il supplemento settimanale de La Stampa, Tuttoscienze, Il Sole 24 ore, il manifesto, Il Ponte, Rinascita, Equilibri Pagine 192, prezzo Euro 12,00c.a. ISBN 88-359-5727-3

giovedì 10 maggio 2007

Calore

C’è una domanda molto semplice che percorre il libro di Monbiot dalla prima all’ultima pagina: ci interessa il futuro dei nostri figli? O invece non ci importa nulla delle condizioni del pianeta che lasceremo loro in eredità? Ogni volta che accendiamo una luce, ogni volta che prendiamo la macchina per andare a fare la spesa o saliamo su un aereo per andare in vacanza, ogni volta che accendiamo il riscaldamento di casa nostra, è questa la domanda che dovremmo porci tutti noi.

Poiché alle condizioni attuali è inevitabile, oltre che estremamente vicino, il collasso dei principali ecosistemi a causa del surriscaldamento ambientale. Ecco allora la necessità di intervenire con urgenza, trovando soluzioni che ci permettano di abbassare in modo significativo le emissioni di gas serra senza rinunciare asceticamente alle comodità cui la tecnologia moderna ci ha abituati.

Monbiot analizza le prospettive possibili, dalle energie rinnovabili, e in opposizione ai catastrofici e spesso rassegnati anatemi che vogliono il nostro pianeta condannato a una fine arroventata, ci consegna una soluzione attuabile

Elogio della bicicletta

La bicicletta richiede poco spazio. Se ne possono parcheggiare 18 al posto di un'auto, se ne possono spostare 30 nello spazio divorato da un'unica vettura. Per portare quarantamila persone al di là di un ponte in un'ora, ci vogliono 12 corsie se si ricorre alle automobili e solo 2 se le quarantamila persone vanno pedalando in bicicletta.


Ivan Illich



Una appassionata e convincente apologia della bicicletta: della sua bellezza e saggezza, della sua alternativa energetica alla crescente carenza di energia e al soffocante inquinamento. Un libro leggero e piacevole da leggere pedalando.

mercoledì 9 maggio 2007

Vita e morte dell'automobile

Guido Viale ha pubblicato un bel libro sull'auto, sottotitolo "La mobilità che viene", un libro dal leggere per cogliere gli aspetti radicali del cambiamento a cui stiamo andando in contro. Il fallimento dell'automobile che da mezzo di mobilità si è trasformato in strumento di congestione, capace di divorare spazio urabno e di trasformare principalmente energia in calore, e solo per una piccola parte in energia cinetica, viene analizzato da Guido Viale con un'obiettività e un sarcasmo che rende ridicole tante discussioni sull'auto elettrica o l'auto all'idrogeno. Il trasporto flessibile, inteso come applicazione dell'informatica, delle telecomunicazioni, dei servizi a domanda, del car-sharing è la risposta inevitabile, se non per scelta per condizioni, a cui ci dovremo abituare. Ma progettare il trasporto flessibile in una società complessa richiede la partecipazione di tutti, per costruire un nuovo modello organizzativo più intelligente, più umano, più ecologico e forse anche più divertente.