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giovedì 10 maggio 2007

CriticalMap un progetto di cartografica ciclistica partecipata

Critical Map è un progetto di "ciclocartografia partecipata": il sito www.criticalmap.org costituisce una piattaforma comune che permette - a chi si muove in bicicletta - di fissare la propria visione dello spazio urbano sulla mappa delle nostre città.

Il nome "Critical Map" ha un doppio significato: da una parte, fa riferimento all'esperienza di Critical Mass, che ha dato origine allo spunto iniziale. Dall'altra, fa riferimento alla possibilità di fissare su una mappa la visione "critica" ed onirica che un ciclista ha della propria città e delle possibilità che il suo territorio può offire.

Obiettivi

Anche l'obiettivo di Critical Map è duplice: da una parte, la Critical Map è una mappa ad uso e consumo dei ciclisti, utile per aver consigli sui percorsi migliori da percorrere in bicicletta, sulle zone da evitare, sui cantieri delle nuove piste ciclabili, ecc.; dall'altra, con Critical Map si dà una rappresentazione della nostra città ideale: come dovrebbe essere la città per venire incontro alle nostre esigenze di mobilità? Con Critical Map possiamo, ad esempio, mostrare alle amministrazioni locali quali sono i punti critici in cui sarebbe utile intervenire, dove servirebbero nuove piste, dove bisognerebbe controllare meglio la situazione del traffico, ecc... Parallelamente a ciò si potranno segnare luoghi o percorsi di utilità o di attenzione per il ciclista urbano: ciclofficine, percorsi della massa critica, fontanelle dove abbeverarsi, luoghi e traiettorie per inventarsi percorsi comuni verso i luoghi di lavoro, studio, divertimento...

In generale, Critical Map è uno strumento per promuovere un'idea di mobilità sostenibile che ha al suo centro la bicicletta.

Elogio della bicicletta

La bicicletta richiede poco spazio. Se ne possono parcheggiare 18 al posto di un'auto, se ne possono spostare 30 nello spazio divorato da un'unica vettura. Per portare quarantamila persone al di là di un ponte in un'ora, ci vogliono 12 corsie se si ricorre alle automobili e solo 2 se le quarantamila persone vanno pedalando in bicicletta.


Ivan Illich



Una appassionata e convincente apologia della bicicletta: della sua bellezza e saggezza, della sua alternativa energetica alla crescente carenza di energia e al soffocante inquinamento. Un libro leggero e piacevole da leggere pedalando.

mercoledì 9 maggio 2007

Vita e morte dell'automobile

Guido Viale ha pubblicato un bel libro sull'auto, sottotitolo "La mobilità che viene", un libro dal leggere per cogliere gli aspetti radicali del cambiamento a cui stiamo andando in contro. Il fallimento dell'automobile che da mezzo di mobilità si è trasformato in strumento di congestione, capace di divorare spazio urabno e di trasformare principalmente energia in calore, e solo per una piccola parte in energia cinetica, viene analizzato da Guido Viale con un'obiettività e un sarcasmo che rende ridicole tante discussioni sull'auto elettrica o l'auto all'idrogeno. Il trasporto flessibile, inteso come applicazione dell'informatica, delle telecomunicazioni, dei servizi a domanda, del car-sharing è la risposta inevitabile, se non per scelta per condizioni, a cui ci dovremo abituare. Ma progettare il trasporto flessibile in una società complessa richiede la partecipazione di tutti, per costruire un nuovo modello organizzativo più intelligente, più umano, più ecologico e forse anche più divertente.